Scaffalature Industriali – Classificazione, uso e manutenzione in sicurezza

Classificazione, uso e manutenzione in sicurezza

Negli ambienti di lavoro si trovano spesso scaffalature metalliche utilizzate per lo stoccaggio di merci e prodotti vari. Se le scaffalature non sono installate correttamente e manutenzionate nel tempo, i lavoratori possono essere esposti a diversi pericoli, tra cui lo schiacciamento in seguito al ribaltamento della scaffalatura e la caduta di materiali dall’alto. È, pertanto, necessario che il datore di lavoro valuti nella maniera corretta i rischi legati alla presenza di scaffalature e metta in campo le corrette misure di prevenzione e protezione. Nel seguito sono riassunti alcuni aspetti, che non possono essere considerati esaustivi ma delineano un quadro di massima della normativa vigente.

Come evidenziato dall’interpello n.16/2013, la Commissione, prendendo a riferimento la “Guida alla sicurezza delle scaffalature e dei soppalchi” edita dall’ACAI (associazione fra i costruttori in acciaio italiani- sezione scaffalature industriali, 2008), ha classificato le scaffalature in:

  • scaffalature leggere (scaffalature da negozio o commerciali, scaffalature da archivio, scaffalature da magazzino);
  • scaffalature medie e pesanti (cantilever, drive in, drive trough, portapallet);
  • scaffalature molto pesanti (magazzini portacoils, portalamiere con portata per piano – ogni livello di ciascuna luce – da 5t a 20t);
  • magazzini dinamici a gravità (magazzini dinamici pesanti con rulli in acciaio per pallet, magazzini dinamici leggeri con rulli in materiale plastico per scatole, contenitori ecc.);
  • magazzini ed archivi automatizzati (magazzini per capi appesi o stesi, magazzini o archivi rotanti verticali, magazzini o archivi rotanti orizzontali, magazzini traslanti verticali, magazzini con trasloelevatore);
  • archivi e magazzini mobili o compattabili (compattabili leggeri, compattabili pesanti); – scaffalature autoportanti (veri e proprio edifici che sorreggono il tetto di copertura dell’edificio);
  • scaffalature leggere con passerelle multipiano (dotate di passerelle utilizzate per il passaggio di lavoratori)”.

Nell’interpello n.16/2013, la Commissione non definisce le scaffalature metalliche come attrezzature di lavoro a meno che non rientrino nella definizione di “macchine” ai sensi del D.lgs. 17/2010.

Il punto a) del comma 2 dell’art. 2 del D.lgs. 17/2010 definisce come macchina:

insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata […]

Vengono considerate come attrezzature di lavoro, quindi, le scaffalature automatizzate, mentre quelle “non automatizzate” vengono annoverate semplicemente come arredi dei luoghi di lavoro. Le scaffalature “non automatizzate”, in quanto considerate come arredi, devono rispettare le indicazioni dell’allegato IV del D.lgs. 81/2008, in particolare:

  • devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo di impiego e alle caratteristiche ambientali (p.to 1.1.1 dell’All.IV);
  • devono avere, su una parete o in un altro punto ben visibile, la chiara indicazione del carico massimo ammissibile per unità di superficie, espresso in kg/m2 (p.to 1.1.3 dell’All.IV);
  • i carichi (depositati sulla scaffalatura) non devono superare tale massimo e devono essere distribuiti razionalmente (p.to 1.1.4 dell’All.IV).

Le scaffalature “automatizzate”, invece, devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie (art.70, comma 1, D.lgs. 81/08). Inoltre devono essere installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso, devono essere oggetto di idonea manutenzione in modo da garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza, devono essere corredate da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione e deve essere tenuto e aggiornato il registro di controllo (art. 71, comma 4).

Esistono anche delle norme tecniche di riferimento quando si parla di scaffalature metalliche. Due di queste (UNI EN 15512:2009 e UNI EN 15620:2009) prendono in considerazione la progettazione di sistemi di stoccaggio statici di acciaio e di scaffalature porta-pallet. La UNI EN 15629:2009 e la UNI EN 15635:2009, invece, si occupano dell’uso e della manutenzione.

La norma UNI EN 15629 stabilisce che l’utilizzatore ha la responsabilità di sottoporre le scaffalature a verifiche ispettive periodiche in modo da assicurare che ogni danno occorso sia riparato e che ogni componente danneggiato sia sostituito con nuove parti identiche dello stesso produttore.

La verifica periodica deve essere effettuata da un tecnico esperto ad intervalli non superiori ai 12 mesi. Al termine dell’ispezione deve essere rilasciato un resoconto scritto con le osservazioni e gli interventi necessari per ridurre al minimo i rischi. In tale resoconto viene riportata la valutazione e la classificazione dei danni suddivisa in 3 livelli:

  • Livello di danno verde: i componenti della scaffalatura sono sicuri e idonei all’uso, all’azienda è richiesto un semplice monitoraggio della struttura e un controllo dopo 12 mesi;
  • Livello di danno giallo: è necessario un rapido intervento, entro e non oltre 30 giorni, per sostituire i componenti danneggiati, la scaffalatura deve essere temporaneamente scaricata in vista dell’intervento locale proposto;
  • Livello di danno rosso: segregare, mettere in sicurezza l’area e scaricare immediatamente la scaffalatura per eseguire l’intervento suggerito immediatamente.

Il documento rilasciato costituisce la prova della regolare verifica e corretta manutenzione delle scaffalature.

L’azienda deve anche nominare e preparare adeguatamente una persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio. Generalmente tale figura è interna all’azienda e ha il compito di effettuare dei controlli visivi (ad es. settimanalmente) e controlli un po’ più approfonditi (ad es. ogni 6 mesi) per rilevare eventuali problemi alle scaffalature presenti.

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